Scritto da Sartre nel 1934 dopo aver studiato in Germania i testi di Husserl, La trascendenza dell’Ego contiene concetti preziosi per la pratica dello psicologo e dello psichiatra.

Questo scritto è di un’importanza fondamentale: non solo contiene in nuce tutti i temi del futuro esistenzialismo sartriano, ma costituisce una pietra miliare nella storia del pensiero filosofico del Novecento. Sartre vi critica il residuo idealistico presente nella filosofia del maestro. Rivolge un attacco definitivo alla nozione di Io e a tutta la mitologia dell'”interiorità”, così cara ad una certa cultura francese del tempo. L’Io è in realtà una “cosa” come le altre “cose” del mondo. Esiste fuori dalla coscienza, come l’albero e la casa. Non coincide con la coscienza ma rappresenta un punto di opacità nella coscienza, la quale, in prima battuta, è rigorosamente impersonale. Purificare la coscienza dall’Io è, per Sartre, l’operazione fondamentale per la creazione di un nuovo materialismo che sia all’altezza dei tempi. Gilles Deleuze farà di queste pagine il fondamento del proprio pensiero e Jacques Lacan le utilizzerà per ripensare lo statuto del discorso psicoanalitico e la nozione freudiana di inconscio. Per i nuovi orientamenti materialistici, che caratterizzano il più vitale pensiero filosofico del terzo millennio, questo testo di Sartre è un’opera che apre un nuovo e ancora inesplorato orizzonte del pensiero (vedi fonte descrizione).