I bachi da seta al rumore del tuono smettono di filare e non ricominciano più. All’apprestarsi del temporale, le allevatrici provenzali battono padelle e calderoni, suonano con fragore crescente campane e campanacci affinché il tuono non spaventi i tessitori. I bachi filano la seta nel baccano. Per Philip Bromberg le donne provenzali sono come brave psicoanaliste: creano condizioni relazionali perché un fragore dirompente diventi solo rumore che non paralizza né frammenta e lascia che i pazienti funzionino. Da dove viene il boato che incrina la continuità della mente e innesca, dice Bromberg, uno tsunami affettivo? Dai traumi relazionali, esperienze che hanno lacerato troppo presto e a fondo la fiducia che la vicinanza con l’altro sia sicura. L’onda monta all’affiorare delle parti non-me, copioni che i pazienti non avrebbero dovuto interpretare e che si sono trovati incisi nella mente. Eppure essere quello che l’altro voleva, per loro ha avuto una funzione a suo modo protettiva: garantirsi che relazioni indispensabili non li avrebbero distrutti.

Un padre ha promesso alla figlia un regalo di compleanno, contenuto in una scatola meravigliosa, tra dieci mesi. La bambina però non deve aprirla né chiedere cosa nasconda. La bambina è brava, aspetta silenziosa il giorno della rivelazione. “Papà, posso aprirla ora?”. “No, non dovevi chiedermelo, aspetterai ancora”. La bambina resiste quattro anni, poi trasgredisce e la apre. Era vuota. Quella bambina ha sviluppato un’esperienza traumatica non-me, il desiderio del regalo era me, il bisogno di comportarsi bene serviva a essere approvata da un padre sadico che la tormentava. L’analista moderno crea le condizioni perché la bambina tessa di nuovo la fiducia nelle relazioni. Gli estratti clinici di questo libro non mostrano con completa chiarezza quali siano gli ingredienti efficaci del lavoro di Bromberg, ma sono scritti in modo affascinante, e se oggi siamo capaci di assumere molteplici ruoli di fronte al paziente, mantenendo coerenza e lucidità, lo dobbiamo anche a lui.