Quante volte a scuola ci hanno insegnato a calcolare le distanze tra diversi punti? Inoltre, chi non si è mai affidato al navigatore per riuscire a calcolare la distanza e il tempo di percorrenza per arrivare al locale dove ci aspettano i nostri amici?
Noi viviamo nello spazio e i due casi precedenti ci parlano di uno spazio geometrico-oggettivo, fatto di superfici (e di relative distanze tra punti nelle superfici stesse).
Eppure nessuno di noi, nella quotidianità, si muove calcolando distanze. Qualcuno ha mai calcolato la distanza e lo spazio che intercorre tra la cucina e il bagno o tra la scrivania e il frigorifero?
Noi, nella nostra esperienza quotidiana, viviamo e ci orientiamo in spazi privi di superfici tramite un dinamico intreccio di risonanze tra il Leib (corpo-proprio) e ciò che ci circonda, dove i confini e le delimitazioni sfumano e le due cose si compenetrano.
Questo significa che i luoghi assoluti sono spazi dinamici carichi di suggestioni motorie, di inviti proprio-corporei.
Ciò di cui stiamo parlando è lo spazio vissuto, ovvero l’esperienza dello spazio basato sulla relazione tra la persona e il suo mondo tramite l’imprescindibile mediazione della corporeità.
Questa relazione è ciò che nel linguaggio comune traduciamo come spazio accogliente/respingente, soffocante/aperto, e così via.
Tale relazione si fonda su bisogni, desideri ed emozioni. In altre parole il nostro rapporto con lo spazio è determinato dalla tonalità emotiva (Befindlichkeit).
Quanto, in effetti, il mondo e lo spazio che ci circondano possono apparirci privi di salienza, importanza quando siamo tristi, tanto da farcelo sembrare distante? Invece, l’espressione “oggi potrei prendere il cielo a pugni” non rende perfettamente quella gioia che ci rende il mondo così prossimo e invitante?
BIBLIOGRAFIA MINIMA
Binswanger, L. (1933). Il problema dello spazio in psicopatologia. Macerata: Quodlibet, 2022.
Heidegger, M. (1927). Essere e tempo. Milano: Longanesi, 1953.
Husserl, E. (1936). La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale. Milano: Il Saggiatore, 1961.
Merleau-Ponty, M. (1945). Fenomenologia della percezione. Milano: Bompiani, 1965.
Stanghellini, G., & Mancini, M. (2018). Mondi psicopatologici: Teoria e pratica dell’intervista psicoterapeutica. Milano: Edra.


