Fin dall’antichità ci siamo arrovellati per capire il senso dei sogni.

Nel corso della storia ci siamo spesso confrontati con il mondo onirico e continuiamo a farlo tutt’oggi. Abbiamo cercato di dare diversi significati ai sogni cercando di leggerli da diversi punti di vista.

 

Dopo millenni siamo giunti alla conclusione che il sogno apre.

 

In particolare è il dialogo sul sogno che ci “apre” a riflessioni, spunti, conoscenze su noi stessi e sul mondo. Questo è l’elemento fondamentale del sogno: il dialogo attraverso le immagini oniriche.

Ad inizio novecento entra di prepotenza nella storia dell’uomo la psicoanalisi e con essa altre diverse teorie sul sogno.

Ognuna di queste teorie ci serve per capire una piccola parte della psiche attraverso il sogno. Non esistono teorie giuste o sbagliate perché ognuna di esse ci fornisce un tassello in più per capire il mondo onirico dei sogni.

Tra le varie teorie sul sogno, spicca la teoria di Jung fondatore della Psicologia Analitica.

 

Scopriamola insieme attraverso questi 4 punti fondamentali:

  1. Innanzitutto secondo Carl Gustav Jung il sogno è un prodotto autonomo e significativo dell’attività psichica. (C.G. Jung, L’Analisi dei sogni e altri scritti, Biblioteca Bollati Boringhieri, p. 21). Ciò vuol dire che, come nelle migliori tradizioni greche, non siamo noi che sognamo, ma sono le immagini del sogno che ci vengono a trovare durante la notte. Siamo soliti dire ho fatto un sogno, ma più correttamente dovremmo dire ho visto un sogno (come ci suggerise la cultura greca, James Hillman e Robert Moss).
  2. Nel sogno sono presenti elementi della psiche individuale, ed elementi della psiche collettiva. Ovvero sono presenti elementi personali, ed elementi culturali.
  3. Secondo Jung l’inconscio non si traveste come pensava Sigmund Freud.
    Nel sogno non ci sono parti nascoste o ambigue. Bensì l’inconscio si manifesta con autenticità attraverso simboli e archetipi.
  4. Il sogno è una sorta di teatro. Ovvero ogni personaggio del sogno (cosa o persona) è una parte del palcoscenico psichico dell’individuo. Se sogni tua madre, tuo padre o tuo marito, non stiamo parlando di loro, ma stiamo parlando di te sognatore. Tutti questi personaggi sono parti della tua psiche.

 

Secondo Jung lavorare con i sogni è un lavoro complesso, non nel senso di difficile, ma ricco di sfumature, artistico e scientifico al tempo stesso.

Infine ti chiederai: perché devo lavorare con i miei sogni?

Posso rispondere dicendoti che lavorare con i tuoi sogni, parlarne e raccontarli è importante per tenere cura di Psiche, della tua persona e della tua individualità.

I sogni sono una guida nei momenti difficili e oscuri della vita, quando ti trovi nelle nebbie del caos psichico e non sai “che pesci prendere“.

Parlando con i sogni ti metterai in contatto con te stesso e scoprirai parti di te, risorse ed elementi della personalità che non pensavi di possedere.