Categoria: Interviste

"Lotto per la mia vita. Non aspiro all'onore e alla gloria, non voglio essere ammirato, non penso agli altri né ai miei bisogni esteriori [...] Non c'è che una cosa che mi possa rendere felice: la chiarezza [...] non posso sopportare la vita se non mi è permesso di credere che [...] giungerò davvero e in persona alla terra promessa e potrò vederla coi miei occhi"

Edmund Husserl

Filosofo - Fondatore della fenomenologia

Tutti i fenomenologi sanno chi è Edmund Husserl. Non tutti, però, conoscono in maniera approfondita il suo pensiero. In pochi hanno studiato i suoi testi in lingua originale. In pochissimi li hanno fatti propri al pari di Roberta De Monticelli. Chi meglio di lei, dunque, poteva rilasciarci un'intervista su Husserl per la nostra rubrica Gli autori della fenomenologia? Nessuno. Ecco perché siamo andati fino a Milano, ospiti dell'Università Vita-Salute del San Raffaele, per incontrare Roberta De Monticelli, filosofa fenomenologa, direttrice di PERSONA (Research Centre in Phenomenology and  Sciences of the Person), Chief Editor di “Phenomenology and Mind" e autrice de "Il dono dei vincoli. Per leggere Husserl" un libro utile a chiunque voglia avvicinarsi al pensiero del filosofo tedesco fondatore del movimento fenomenologico.

Oltre ad essere una introduzione snella alla fenomenologia, che tocca tutti i suoi temi più importanti, il libro rappresenta un tentativo di mettere in luce l'eredità più profonda, che troppo spesso resta nascosta agli occhi di chi non sia disposto a scavare tra le faticose pagine husserliane, del pensiero di Husserl: il dono dei vincoli. A volte si pensa alla fenomenologia come ad una visione naif, che cerca soltanto di stare semplicemente di stare ancorata all'esperienza vissuta. Non è proprio così. C'è qualcosa di più. La fenomenologia è quello sguardo sull'esserci che tenta di cogliere le somiglianze e le differenze nelle diverse forme dell'esperienza, che tenta di cogliere le strutture dell'esperienza e le sue invarianze. La fenomenologia è dunque uno sguardo strutturale, che si può assumere facendo proprio il dono più prezioso di Husserl:

Ed ecco la generalizzazione geniale di Husserl: essere dato è essere organizzato, strutturato, internamente differenziato. [...] Ma c'è un altro passo che Husserl fa. È la scoperta della natura di questa organizzazione o Gestalt. Una struttura di contenuti altro non è che un vincolo o un insieme di vincolo alle variazioni possibili dei contenuti. [...] Possiamo chiamarla la scoperta del dono dei vincoli. I vincoli (alle variazioni possibili) sono dati, non li poniamo noi nelle cose (De Monticelli, 2018, pp. 74-75).

Questo è il punto di partenza della fenomenologia, riassunto in poche righe, che non è utile soltanto al filosofo che voglia interrogarsi sulla natura delle cose e dell'uomo, ma anche al clinico (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta che sia). Avere davanti a sé un essere umano in carne ed ossa significa essere chiamati ad una grande responsabilità, che è quella di scegliere in che modo farsi un'idea dell'Altro. È in questo che lo sguardo strutturale della fenomenologia diventa indispensabile. Disponendosi all'ascolto, in una posizione di "profonda ricettività nei confronti del dato" (De Monticelli, 2018, p. 33) occorre lasciare all'altro la possibilità di manifestarsi secondo il proprio modo di essere. Ma non basta questo per comprendere l'Altro. Occorre ascoltare alla ricerca di quella "struttura di vincoli alle variazioni possibili" che costituisce la sua essenza. È solo in questo modo che si supera il mero ascolto empatico e si può cogliere la struttura di invarianza di quella particolare persona, l'insieme di regole che ne organizzano la sua forma di esistenza (Daseingestalt). E da qui mettersi in cammino lungo un percorso co-costruito di cambiamento verso sempre maggiori gradi di libertà.

Ecco perché tutti gli insegnamenti e le prescrizioni che si possono trovare in questo libro sono validi per il clinico che voglia fare della fenomenologia il punto di partenza e quello di arrivo del proprio agire terapeutico:

Ovunque deve vedere con i propri occhi, toccare con le proprie mani, sentire con il proprio cuore e pensare con la propria testa (De Monticelli, 2018, p. 134)

 

Buona visione a tutti, filosofi e non!

 

Giuseppe Salerno 

 

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