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La coppia strategica. Guida pratica per un sano rapporto di coppia

La coppia strategica. Guida pratica per un sano rapporto di coppia.

Recensione a cura di Giuseppe Turchi.

 

La coppia strategica. Guida pratica per un sano rapporto di coppia” si propone come un agile prontuario per meglio comprendere e gestire le dinamiche relazionali. La prospettiva dei tre autori è quella della Terapia Breve Strategica, un modello psicoterapeutico che si basa «sull’uso di prescrizioni che puntano a intervenire sul sistema disfunzionale che spesso si genera in un rapporto di coppia». Un sistema, come giustamente lo chiamano, che si compone di credenze, comportamenti, habiti, interpretazioni frutto dell’interazione tra soggetti e ambienti. Da qui la necessità di intervenire con tecniche in grado di porre un freno a quelle reiterazioni inconsapevoli che aumentano le tensioni ostacolando, di fatto, lo sviluppo di relazioni positive.

 

I primi due capitoli del libro sono dedicati ai fattori che influiscono sulla formazione della coppia e a una chiarificazione concettuale del termine “amore”. Una delle credenze più disfunzionali è infatti quella che vede nell’amore un sentimento incondizionato e auto-sussistente, a cui si aggiunge la tentazione di farlo coincidere con l’estasi dell’innamoramento. Attraverso riferimenti ormai noti in ambito divulgativo quali la teoria dell’attaccamento di Bowlby, gli autori mettono in luce alcuni dei principali condizionamenti che, a partire dalla primissima infanzia, intervengono nel plasmare le modalità con cui ci leghiamo agli altri. Il sentirsi eterni Peter Pan, l’autosacrificio di Wendy, l’individualismo autarchico di Campanellino, per esempio, sono tutti schemi che s’innestano ben prima che il soggetto maturi un’autoconsapevolezza critica. Essi ricevono cioè un imprinting dalle figure di accudimento e tendono a rinforzarsi senza che la persona se ne accorga, finendo per imprigionarla in circoli viziosi.

 

Il riferimento a Fromm si dimostra utile per sfatare il mito che l’amore sia qualcosa che può (r)esistere spontaneamente. Amore, ci diceva lo psicologo tedesco, è un’arte che non è innata ma va appresa. In particolare è l’arte del dono, non del consumo, e per questo richiede un impegno costante perché possa riadattarsi positivamente ai cambiamenti che inevitabilmente occorreranno nel corso della vita. Fondamentale quindi ricordare che è assai difficile sintonizzarsi sull’Altro e fare dono di sé quando i nostri schemi maladattivi continuano a produrre disagio e sofferenza. Ne consegue che un buon lavoro su se stessi sia imprescindibile per poter coltivare l’amore nella sua accezione più edificante.

 

La sezione centrale del libro riprende quanto riassunto sinora e lo sviluppa concentrandosi su alcuni dei motivi di crisi più frequenti all’interno della coppia. L’invasività dei suoceri, l’arrivo di un figlio, un forte trauma, un tradimento rappresentano dei punti di rottura che minano la stabilità delle relazioni in corso d’opera. Ma anche l’atto stesso di nascita di una coppia può poggiare su basi fragili, come quando gli schemi disfunzionali di ciascun partner creano una sinergia deleteria con quelli dell’altro (es. Wendy che rincorre Peter Pan). In questi casi, ci dicono gli autori, ristrutturare la comunicazione diventa l’elemento centrale per poter uscire dalla tempesta. Non di rado le tensioni si accumulano a causa di bisogni frustrati che o non vengono espressi, o vengono espressi sotto forma di attacco personale. Ecco allora che i prodotti di una scarsa abilità comunicativa (empatica) possono essere scambiati per incompatibilità sostanziali, quando l’unico verso ostacolo insormontabile per una coppia è forse l’incompatibilità di valori.

 

Il quarto capitolo approfondisce proprio l’aspetto comunicativo mettendo in luce come le parole possano trasmettere svalutazione, rifiuto, deprivazione, disgusto, sino a sfociare nella violenza. Attacco diretto e ostruzionismo (evitamento) sono due forme del comunicare facilmente riscontrabili in un grande campione di coppie, nonché due delle maggiori cause di separazione. Non a caso vengono citati gli studi di John Gottman, il quale ha messo a punto un sistema per prevedere con grande precisione la tenuta della coppia semplicemente osservando lo stile interattivo dei partner. A ciò gli autori aggiungono un breve vademecum che analizza le fasi della violenza e suggerisce alcune contromisure per poter preservare la propria integrità psico-fisica.

 

L’ultimo capitolo è dedicato specificatamente a cinque tecniche della Terapia Breve Strategica per promuovere il benessere della coppia. Volendo sintetizzare, si tratta di abbandonare la pretesa che l’altro cambi secondo i nostri desideri, concentrandosi piuttosto sul cambiare noi stessi affinché questo produca un cambiamento di contesto che sia di stimolo all’altro. Sviluppare una modalità comunicativa efficace ed empatica, bilanciare i bisogni personali con quelli della coppia, condividere il carico dei lavori domestici vengono individuate come le strategie chiave per tenere in salute un rapporto.

 

Volendo concludere con una panoramica generale del libro, possiamo dire che La Coppia Strategica è un volumetto divulgativo di autoaiuto che tratta un ampio spettro di tematiche attraverso un linguaggio di facile fruizione. In esso il lettore potrà trovare utili suggestioni per capire meglio se stesso e ciò che sta accadendo all’interno della coppia. Ottimo, pertanto, il riferimento alla teoria dell’attaccamento che, indirettamente, invita 1) i partner a empatizzare con i difetti di cui l’Altro non ha colpe e 2) i genitori a prestare attenzione allo sviluppo dei propri figli. Così come è ottimo il focus sulle modalità comunicative, le quali risentono pesantemente di influssi culturali che stimolano vergogna, competitività, narcisismo e prevaricazione.

 

A questo proposito sarebbe stato forse utile approfondire il tema dei bisogni emotivi fondamentali per dare maggiore contezza della poliedricità delle necessità che ogni individuo ha e che deve imparare a comunicare.

 

L’impostazione analitico-descrittiva è certamente ben strutturata. Le sezioni del libro si richiamano tra loro e questo dona un senso di organicità al testo il quale, tuttavia, fatica sotto l’aspetto immaginativo-esperienziale. Per quanto vengano riportate situazioni e suggerimenti per migliorare la propria comunicazione, l’analiticità e la spiegazione finiscono per prevalere. Il lettore comune ha bisogno di riferimenti che gli facciano avvertire la vita dietro le spiegazioni, le emozioni dietro gli esempi. In questo le modalità narrative e poetiche sono forse le più evocative e possono favorire la rielaborazione personale più che una serie, comunque necessaria, di casistiche e strategie. Ciò va sottolineato perché l’agilità de La Coppia Strategica può essere sia un punto di forza che un punto di debolezza. Da un lato, infatti, il lettore comune non ha bisogno di perdersi in infiniti approfondimenti e potrà gustarsi il testo tutto d’un fiato; dall’altro potrebbe non cogliere sfumature importanti per avviare un percorso di reale autoconsapevolezza.

 

Dobbiamo ammettere che questa è una difficoltà riscontrabile in un grande numero di libri di autoaiuto. Per questo è molto importante e, aggiungeremmo, onesto, l’avviso degli autori, i quali specificano che nulla può sostituire la ricchezza di un percorso terapeutico con un professionista.

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Turchi

Laureato in Filosofia, ex Cultore della Materia presso l’Università degli Studi di Parma, ha svolto ricerca nel campo della neuroetica, della psicologia morale e della pedagogia delle emozioni. Attualmente insegna alle scuole superiori e si dedica alla divulgazione dei temi di studio secondo una prospettiva sistemica e interdisciplinare.

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